La distribuzione dell’aria

ok.
Come promesso oggi parliamo della distribuzione dell’aria compressa.
Anche questo è un argomento di cui di solito, noi venditori di pneumatica, non ne sappiamo un granché ma, sempre a grandi linee questo è quello che bisogna fare per portare l’aria dal nostro serbatoio fino alle macchine che necessitano dell’aria per funzionare.

Nelle applicazioni industriali la rete dell’aria compressa rappresenta un servizio generale
e deve essere accuratamente dimensionato.
Ogni impianto deve rispondere a queste tre caratteristiche
– minimizzare la caduta di pressione tra compressore ed utenze ( ossia qualunque punto in cui l’aria viene utilizzata che può essere sia un macchinario che un punto di presa dove io attacco una semplice pistola ad aria )
– ridurre al minimo le perdite di aria nelle giunzioni
– garantire la separazione della condensa e la sua eliminazione.

Il dimensionamento deve tenere conto che anche nel punto più lontano dell’impianto la pressione minima deve essere in grado di fare funzionare i miei macchinari.

Giusto per partire da qualche parte ( è un argomento abbastanza ampio del quale voglio dare solo una descrizione generale, se siete più curiosi potete trovare sulla rete tutte le informazioni che volete ): gli impianti di distribuzione dell’aria compressa possono essere ad anello aperto, ramificati o ad anello chiuso.

Ad anello aperto abbiamo una tubazione che parte del nostro compressore, le mie utenze si alimentano direttamente dal tubo principale per poi finire con un terminale chiuso .

Se sono del tipo ramificato abbiamo più ramificazioni che partono dal nostro tubo principale, alimentano una o più utenze e terminano ognuna con un terminale chiuso.

Ad anello chiuso sono identiche a quelle ad anello aperto ma la parte terminale del tubo si va a reinserire all’inizio del mio impianto creando così un circuito chiuso che fa anche si che la pressione sia più omogenea in tutto l’impianto .

Occorre tenere presente che le tubazioni che portano aria ai nostri utilizzatori devono sempre avere una pendenza a scendere nel senso di scorrimento dell’aria dell’ 1-2 % e che in ogni punto dove io vado ad alimentare una utenza occorre prelevare l’aria con un attacco a pastorale per rendere difficoltosa la risalita dell’aria che può trasportare umidità; inoltre in ogni punto più basso della derivazione sarebbe opportuno mettere uno scarico di condensa.
Un ulteriore accorgimento può essere quello di inserire nei punti più opportuni delle valvole di intercettazione che
servono a sezionare le zone interessate per eventuali interventi di manutenzione e/o
ampliamento senza necessariamente bloccare l’intero impianto.

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