Il filtro

IL FILTRO.

No dico… abbiamo già filtrato l’aria in aspirazione prima del compressore, l’abbiamo refrigerata dopo la compressione per farle perdere l’umidità, l’abbiamo fatta “decantare” nel serbatoio per farle depositare anche le parti più piccole, abbiamo montato gli attacchi a pastorale per impedire la risalita dell’acqua, abbiamo messo scaricatori di condensa in fondo ad ogni punto di presa dell’impianto e adesso la filtriamo ancora?

Certo che si !!!

La dobbiamo filtrare ancora perché l’aria che entra nelle nostre macchine DEVE essere la più pulita possibile,

I gruppi trattamento aria ( TA ) sono dei dispositivi fondamentali per migliorare il rendimento di tutti i dispositivi pneumatici e per allungare la vita ai nostri impianti quindi devono essere presenti prima di ogni macchina.

Il primo ( per importanza ) strumento che abbiamo per migliorare la qualità dell’aria che entra nei macchinari è, come da titolo , il filtro.

Partiamo da un disegno e spieghiamo come funziona :

L’aria entra da “IN”, sbatte contro il deflettore ad alette ( che è fisso ) e assume un andamento molto vorticoso; questo fa si che tutto ciò che è più pesante dell’aria ( particelle di olio che arrivano dal compressore, acqua, impurità, pulviscoli di varia natura ) venga, per effetto della forza centrifuga, sbattuto contro la parete del filtro e vada a depositarsi sul fondo del bicchiere che è posto sotto al filtro stesso ( apro una piccola parentesi : ovviamente questo materiale accumulato deve essere espulso e abbiamo tre possibilità. La prima è uno scarico manuale, ossia un operatore deve fisicamente andare ad aprire il fondo del bicchiere o tazza per permettere lo scarico dello sporco; la seconda è uno scarico semiautomatico: in questo caso ogni volta che si spegne la macchina lo scarico entra in funzione ed espelle il materiale; il terzo è uno scarico automatico che è munito di un galleggiante che quando arriva ad un determinato livello scarica il materiale accumulato ).

All’interno del nostro filtro c’è anche uno schermo separatore che fa sì che l’aria in turbolenza non risucchi il materiale accumulato e non vada a reimmetterlo nel nostro circuito.

A questo punto l’aria esce da OUT.Se ti serve un filtro regolatore lo trovi qui.

Però…prima di uscire l’aria deve passare attraverso un filtro che migliora ulteriormente la qualità dell’aria che arriva ai nostri utilizzatori e questo filtro può essere , come in tutti i filtri del mondo, a maglie più o meno larghe, diciamo che nei gruppi filtro standard la filtrazione è nell’ordine dei 50 micron.

Se voglio un’aria più pulita dovrò mettere dei filtri con maglie più strette e posso arrivare a delle sub- milcro filtrazioni che permettono il passaggio solo di particelle con Ø inferiore a 0.01 micron e oltre; basti pensare al tipo di aria che può essere necessaria nelle camere bianche o al confezionamento di alcuni tipi di medicinali; in questi casi l’aria deve essere priva di qualunque impurità.

E’ chiaro che in questi casi dovrò mettere in serie dei gruppi di filtrazione con diametri di filtraggio a scendere, partirò dai 50 micron, poi ne metterò uno da 5 micron e poi ne metterò un terzo per la filtrazione più piccola, questo ovviamente per impedire che il filtro più “fine” si intasi troppo velocemente.

I filtri con gradi di filtrazione molto elevati sono detti filtri a coalescenza: funzionano in modo inverso rispetto ai filtri normali.

Mi spiego meglio: come si capisce nella nostra figura l’aria entra a contatto nella parte esterna del filtro ed esce filtrata nella parte interna per poi uscire del gruppo filtro; nei filtri a coalescenza avviene l’opposto: l’aria entra da dentro, attraversa il filtro ed esce dalla parte esterna del filtro.

E’ ovvio che tutti i filtri hanno bisogno di una manutenzione periodica per mantenere le loro proprietà per cui la cartuccia filtrante deve essere sostituita ogni tot ore di lavoro della  macchina.

Come al solito spero di essere stato d’aiuto e alla prossima.

 

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