I microcilindri ( o minicilindri )

Anche questa è una categoria di cilindri molto diffusa e presente sulle macchine automatiche.

Partiamo da una immagine per capire di cosa parliamo:

Questo è un microcilindro : a differenza dei cilindri standard è un cilindro che si presente con un aspetto molto più tondeggiante degli altri. Si chiama microcilindro perché generalmente ha un alesaggio che parte solitamente dagli 8 mm e arriva al massimo a 32 mm anche se molto costruttori si fermano a 25 mm. Le frecce che ho messo nell’immagine servono per segnalare una caratteristica costruttiva tipica di questi cilindri ossia la cianfrinatura ( o rullatura ) : in pratica le testate anziché essere avvitate sono strette in modo indissolubile con la camicia del cilindro. Questo fa si che il cilindro abbia una resistenza che in rapporto alle dimensioni risulta essere molto elevata e per contro, una volta che le guarnizioni interne non tengono più bene l’aria, il cilindro è da buttare perché non è possibile aprirlo per fare una eventuale manutenzione; è anche vero che tendenzialmente sono cilindri che non costano moltissimo e una eventuale manutenzione costerebbe di più di un acquisto ex novo.

Vi ho parlato della rullatura e della cianfrinatura ma in realtà esistono dei produttori di pneumatica che fanno anche questi cilindri con la testata avvitata anziché cianfrinata, a conferma del fatto che negli anni la pneumatica ha creato degli standard che sono seguiti da tutti e degli altri prodotti che vanno a rispondere a problemi specifici o a esigenze commerciali dei vari produttori.

Anche questi cilindri possono essere a stelo passante, magnetici e non magnetici, con il solo stelo in inox o con testate e camicia dello stesso materiale, a semplice e a doppio effetto, antirotazione, eccetera eccetera.

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