Analogica vs digitale ( ovvero dei sensori magnetici dei cilindri )

Eccoci qui con un altro articolo che nasce da una domanda di un mio cliente:

che differenza c’è tra un segnale analogico e uno digitale ? Se dovessi descrivere questa differenza a un bambino di quattro anni probabilmente userei questi termini: un segnale digitale è un segnale che mi comunica che una cosa c’è o non c’è. cerco di spiegarmi meglio: se io metto la sveglia alle 7.00 di mattina la sveglia non suona finché non arriva l’orario impostato, non mi dice quanto manca all’ora impostata; la sveglia rimane inattiva finché non arriva il momento giusto per suonare, non va in ansia quando mancano ancora 10 minuti al suono della campanella, non si agita pensando che, accidenti, tra poco devo suonare, ce la farò ? Niente di tutto questo, la sveglia ” controlla”  in continuo l’ora e dice a se stessa : sono le 7.00 ? Se constata che non sono le 7.00 lei semplicemente non suona.

Allo stesso modo: quando io monto dei sensori magnetici sui miei cilindri, questi mi dicono solo le il magnete all’interno del pistone del cilindro è arrivato in una determinata posizione oppure no. Non sanno dirmi a che livello della corsa è posizionato il pistone

Se vediamo la figura:

Il sensore si eccita e mi dà un segnale solo se il magnete all’interno del cilindro è arrivato in sua corrispondenza, il sensore anteriore non mi darà nessun segnale fino a quando, immettendo aria nella camera posteriore, il pistone non sarà spinto in avanti fino a fare arrivare il magnete in sua corrispondenza; in quel momento io saprò che il cilindro è tutto aperto. I sensori però non mi possono mai dire in che posizione intermedia si trovi il pistone.

Quindi: un segnale digitale mi serve per sapere se una situazione si è verificata oppure no, in inglese questi segnali si chiamano I/O, ossia input/output.

Si possono utilizzare per fare un sacco di cose : si utilizzano nei sensori di temperatura ( sei arrivato a 70 °C ? si o no ? ), nei sensori di posizione , come abbiamo visto prima con l’esempio dei cilindri, nei sensori di livello di un liquido ( e entrata abbastanza acqua ? ) e così via. Sono sensori per così dire un po’ stupidi, mi dicono solo si o no e nient’altro; è per questo motivo che di solito un plc riesce a controllare moltissime entrate o uscite digitali ma un numero solitamente molto più basso di segnali analogici.

Un segnale analogico legge in continuo una determinata situazione e comunica al plc o al computer il variare della situazione. Un segnale  analogico può assumere un numero infinito di valori. Esistono sensori di posizione analogici per cilindri pneumatici: sono come delle barrette che vengono montate sui cilindri e li coprono per l’intera corsa; in questo caso il sensore mi saprà dire esattamente in che posizione si trova il magnete del pistone e quindi in che posizione si trova lo stelo del cilindro.

Sono due cose completamente diverse anche come tipo di alimentazione: di solito i sensori magnetici tradizionali ( digitali ) hanno alimentazione a 24 v cc, mentre un sensore analogico ha una alimentazione 4..20m A o 0…10V, quindi li posso alimentare in corrente o in tensione, sono prodotti completamente diversi. Visto che un segnale analogico mi dà una lettura continua di un determinato valore avrò anche un segnale che mi occupa più spazio nel mio plc, è per questo motivo che solitamente i plc gestiscono una quantità di I/O molto maggiore rispetto alle analogiche.

Spero di essere stato chiaro, altrimenti contattatemi, sarò lieto di potervi aiutare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *