Le batterie ( o isole ) di elettrovalvole

No ragazzi, niente charleston, niente cassa, niente rullante, stiamo ovviamente parlando delle batterie di elettrovalvole.

Cos’è una batteria di elettrovalvole ? Facile da spiegare: sono elettrovalvole che sono montate una di fianco all’altra su una sottobase e comandate da un sistema di controllo…….mah, Davide……cos’è una sottobase ?

Vabbè, come al solito parto da delle immagini:

Questa è una batteria di 8 elettrovalvole, 3 bistabili, sono quelle contrassegnate dalla stella rossa e si riconoscono perché hanno due bobine, una è quella su cu ho messo la stella, l’altra è dall’altra parte della valvola, e 5 monostabili e sono quelle con le 5 croci rosse e si riconoscono perché sono più corte proprio perché manca la seconda bobina.

Il connettore multipolare è uno dei modi che ho per comandare la mia batteria, ma la spiego dopo.

E la sottobase cos’è ? Qualunque isola di elettrovalvole si basa su un principio che, per renderlo facile da capire, è molto simile al Lego, già il gioco di mattoncini più famoso al mondo. Se voglio montare di uno di fianco all’altro tanti mattoncini avrò bisogno di una di sottobase con cui legare e stabilizzare tutto il mio “progetto”

La sottobase è come la base verde di questo Lego su cui è montata tutta la struttura.

Le sottobasi possono essere sia in un corpo unico ( di solito più resistente ) oppure formato da singole sottobasi che possono essere collegate tra loro una a una fino a formare una unica sottobase ( modulare, appunto ).

Qui sopra si riesce a capire che le sottobasi sono singole e collegate tra loro.

Qui si vede una sottobase in blocco unico.

Le sottobasi devono prevedere come minimo una alimentazione comune per tutte le elettrovalvole montate e due scarichi; alle volte le isole hanno un numero elevato di valvole per cui è meglio avere due alimentazioni, una per lato e altre volte sono talmente lunghe che devo prevedere una o più alimentazioni intermedie nella sottobase.

Sulle sottobasi si vanno a montare le elettrovalvole che mi occorrono per movimentare tutti i componenti pneumatici che ho installato sulla mia macchina e poi dovrò decidere come comandarli.

Posso comandarli singolarmente, ossia con un collegamento punto/punto; posso comandarli con un sistema multipolare, ossia collego tutti gli azionamenti del mio plc con un sistema unico e arrivo nella mia isola con un connettore ( come nella prima immagine ) oppure posso usare un bus di campo. Come faccio a scegliere il modo migliore per collegare le mie elettrovalvole? Dipende da un sacco di fattori, proverò a dare una spiegazione generale ma, veramente, i fattori che incidono possono essere tantissimi.

Il collegamento punto/punto: di solito si utilizza se devo collegare poche elettrovalvole.

Il collegamento con connettore multipolare : se ho un numero di elettrovalvole un po’ più “corposo” ha senso utilizzare un solo collegamento tra il plc e la mia isola di valvole, costa più del precedente ma mi da più facilità di collegamento e maggiore possibilità di programmazione. Ha un limite fisiologico nel numero massimo di elettrovalvole che posso collegare perché il numero di pin del multipolare è anche il limite massimo di comandi che posso dare……in pratica : una elettrovalvola monostabile ha una sola bobina e occuperà un pin, se l’elettrovalvola è bistabile avrà due bobine e occuperà due pin. Se il connettore multipolare ha 21 pin vuole dire che avrò a disposizione 20 pin da utilizzare per comandare al massimo 20 bobine ( quindi al max 10 bistabili )

Bus di campo: è ancora più costoso del precedente ma ha maggiore possibilità come numero di elettrovalvole da collegare ( possiamo tranquillamente superare le diverse decine di unità.

 

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